L’Ente ha concesso il patrocinio gratuito e l’utilizzo degli spazi, confermando la propria attenzione verso iniziative
culturali e sociali che favoriscono la crescita civile e la convivenza pacifica. Il percorso espositivo raccoglie disegni, testi
e installazioni realizzate da bambini e ragazzi provenienti da contesti di guerra – Ucraina, Siria, Afghanistan, Congo,
Mozambico – che frequentano le Scuole della Pace della Comunità di Sant’Egidio.
La mostra, già ospitata in importanti città italiane a partire dal Palazzo delle Esposizioni di Roma, invita a guardare la
guerra con gli occhi dei più piccoli, le prime e più innocenti vittime dei conflitti.
Il punto interrogativo e il punto esclamativo del titolo della mostra tengono insieme una domanda, che non bisogna
mai cessare di rivolgere agli altri, e l’affermazione della necessità del dialogo e del rifiuto della guerra.
Fanno riflettere, dice la Comunità di Sant’Egidio, presente a Sassari dal 2018, alcune delle parole raccolte tra i
bambini delle scuole della pace tra il 2022 e il 2024 in paesi afflitti da guerre e conflitti.
Milania, passaporto ucraino, che rivela i suoi dieci anni, «la guerra è una pioggia di bombe». «Quando c’è lei»
aggiunge Tatiana, 6 anni della città di Irpin, «gli alberi sono tutti brutti, non c’è più il verde». «Non si può accendere la
luce» dice David. E Sadik, 15 anni, dalla Repubblica democratica del Congo, lapidario: «La guerra è qualcosa da evitare
nella vita».
A differenza dei bambini che hanno vissuto e continuano a vivere quella esperienza e che sono riusciti a trovare le
parole per raccontarla, a Sassari abbiamo scoperto, lavorando per la preparazione della mostra, l’anno scorso, che i
nostri bambini la guerra non riescono neppure a disegnarla. Per fortuna ancora oggi continuano a disegnare ed
immaginare la pace! E attraverso i laboratori di educazione alla pace, i piccoli esprimono la loro visione del domani: la
loro voce è molto chiara, e guardando la guerra con i loro occhi ne possiamo comprendere più radicalmente non solo
la brutalità ma anche l’inutilità.
Oltre alle opere, i visitatori potranno partecipare a installazioni interattive, pensate per lanciare un messaggio di pace
e stimolare la riflessione sul valore delle parole gentili e del rispetto reciproco, antidoti quotidiani alla violenza.
Dal 2020 la Comunità di Sant’Egidio porta avanti nel centro storico di Sassari la Scuola della Pace, coinvolgendo
bambini di diverse provenienze culturali (Senegal, Marocco, Bangladesh, Colombia, Romania).
Alcuni di loro hanno contribuito alla realizzazione dei pannelli esposti nel primo allestimento della mostra, nel
dicembre 2024 a Palazzo Ducale. L’iniziativa ospitata dall’ERSU rappresenta dunque un’occasione preziosa di incontro con i giovani universitari e con la
cittadinanza, per riflettere insieme sul tema della convivenza pacifica e sul contributo che ciascuno può dare al
miglioramento della vita comunitaria.
“Accogliere la mostra nei nostri spazi– dichiara il Presidente Daniele Maoddi – significa dare voce a chi troppo spesso
non viene ascoltato: i bambini. Le residenze universitarie sono importanti luoghi di inclusione, condivisione e di
dialogo nel cuore della città. Ci fa particolarmente piacere la collaborazione con la Comunità di Sant’Egidio e
sostenere un’iniziativa che educa alla pace e alla solidarietà. Invitiamo gli studenti, le famiglie e tutti i cittadini che
avranno piacere a visitare la mostra e le realizzazioni dei bambini che trasmettono un insegnamento prezioso: la
convivenza pacifica si costruisce ogni giorno, a partire dalle parole e dai gesti di ciascuno.
Ufficio Stampa ERSU Sassari