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Fonte:
bikeforgood.it
Lo sapevi che lungo il Naviglio Martesana si intrecciano storie rinascimentali, ville nobiliari, leggende letterarie e persino la nascita di un formaggio famoso in tutto il mondo?
Questo canale, completato nel 1496, non è solo un’opera di ingegneria idraulica: è un vero filo d’acqua che ha plasmato la vita economica, sociale e culturale della Lombardia per secoli.
Ogni ponte, ogni villa e ogni borgo lungo le sue sponde custodisce una vicenda, un personaggio o una leggenda che ancora oggi rendono unico questo percorso.
Percorrerlo significa viaggiare nel tempo, scoprendo un patrimonio fatto di acqua, ingegno e tradizioni che meritano di essere raccontate.
Il Naviglio Martesana, detto anche Naviglio Piccolo per contrapposizione al Naviglio Pavese e soprattutto al Naviglio Grande, è un autentico pezzo di storia. Una vera opera rinascimentale: completata nel 1496 sotto Ludovico il Moro, ma progettata già cinquant’anni prima e iniziata a costruire nel 1457 con Francesco Sforza.
Lo scopo del canale era duplice. Da un lato quello irriguo – funzione che mantiene tuttora, portando acqua alle coltivazioni a sud-est di Milano e segnando per secoli il confine tra terre bagnate e terre secche.
Dall’altro il trasporto: fino al 1959 il Naviglio Martesana era navigabile e consentiva di collegare Milano all’Adda e quindi a Lecco e persino alla Svizzera.
Le barche impiegavano circa sette ore a scendere la corrente dall’Adda a Milano, e undici a risalirla, trainate da cavalli o asini.
Il canale parte dall’Adda e porta l’acqua a Milano dopo 38 km. Ecco, alcuni punti di particolare interesse nel tratto che risale la corrente del Naviglio Martesana da Milano a Gorgonzola
Cassina de’ Pomm
Il nome significa “cascina delle mele” in milanese, a ricordo delle estese coltivazioni a frutteto che un tempo occupavano quest’area. Qui, secondo la tradizione, la figlia di uno dei proprietari avrebbe ispirato il personaggio della Monaca di Monza nei Promessi Sposi.
Cassina de’ Pomm è anche un luogo iconico per la storia industriale di Milano: accanto sorgeva il cosiddetto “Ponte del pan fiss”, attraversato da chi lavorava in una delle prime fabbriche della città, contrapposto a chi viveva ancora dei ritmi della campagna.
Piazza dei Piccoli Martiri
A Gorla sorge un monumento ossario in ricordo della tragedia del 20 ottobre 1944, quando una delle 342 bombe alleate destinate alla Breda colpì la scuola elementare Francesco Crispi.
Morirono 184 bambini, 14 maestre, la direttrice e il personale ausiliario.
La scultura di bronzo raffigura una madre che porta in braccio il corpo del figlio, sullo sfondo una struttura in granito con il disegno dell’aereo che sgancia la bomba.
Crescenzago
Oggi sobborgo di Milano, fino a un secolo fa era comune autonomo e già in epoca romana era un centro conosciuto.
Nell’Ottocento fu luogo di villeggiatura, come testimoniano le ville nobiliari che si affacciano sul Naviglio Martesana: Villa Lecchi/Pallavicini, Villa Pino, Villa Albrighi, Villa Petrovic e Villa de Ponti.
Merita attenzione anche la chiesa di Santa Maria Rossa, fondata nel 1140 dai Canonici Lateranensi, esempio di romanico lombardo con rare decorazioni ispirate ai vangeli apocrifi.
Sulla facciata compaiono originali ciotole di ceramica colorata: secondo alcuni richiamano motivi orientali, per altri simboleggiano le scodelle dei pellegrini ospitati dai Canonici. Una leggenda vuole che fossero disposte per riflettere la luce al tramonto e scacciare gli spiriti maligni.
Villa Uboldo
A Cernusco sul Naviglio si incontra la villa fatta costruire nel 1817 dal banchiere Ambrogio Uboldo.
Oggi trasformata in ospedale, era in origine una residenza di delizia in stile neoclassico. Il parco romantico, completato nel 1837, ospitava ambientazioni gotiche e suggestive: il “Ponte del Diavolo”, il Labirinto, il Tempio della Notte.
Uboldo, massone e figura mondana, fece della villa un luogo di eccentricità: arrivò persino a decorarne la facciata come se fosse una chiesa, in un gesto goliardico. Solo più tardi si dedicò a opere filantropiche, fondando l’ospedale che porta il suo nome.
Villa Alari
Poco distante, Villa Alari è una splendida residenza settecentesca che ospitò persino l’arciduca Ferdinando d’Asburgo. Desideroso di acquistarla ma scoraggiato dal prezzo elevato, la famiglia decise di costruire un’altra residenza a Monza: la Villa Reale.
Gorgonzola e il formaggio
Il nostro viaggio lungo il Naviglio Martesana conduce infine a Gorgonzola, uno dei luoghi più pittoreschi del percorso, con la caratteristica casa ponte in legno addossata a Villa Serbelloni Busca.
Qui si sviluppò il commercio del celebre formaggio Gorgonzola.
Secondo la leggenda, nacque dallo “stracchino” prodotto con il latte delle vacche “stracche” (stanche) di ritorno dagli alpeggi, che nell’umidità del luogo sviluppava naturalmente muffe preziose e saporite.
Il Naviglio Martesana è un intreccio di storia, ingegno e curiosità: dalle antiche vie d’acqua alle ville nobiliari, fino alle tradizioni agricole e gastronomiche.
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Fonte originale: https://bikeforgood.it/naviglio-martesana-pedalando-nella-storia-di-milano-e-dintorni/
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